martedì 14 giugno 2011

Giardino dei tarocchi, Capalbio, Niki de Saint Phalle, 1979





Il Giardino dei Tarocchi è un parco artistico composto da ciclopiche sculture, alte dai 12 ai 15 metri, raffiguranti i 22 arcani maggiori dei tarocchi che Niki de Saint Phalle ha creato sulla collina garavicchio, nel comune di Capalbio.
Il giardino è un vero e proprio museo a cielo aperto, perfettamente inserito nel paesaggio collinare della Maremma, un parco di eccezionale fascino, unico al mondo, uno degli esempi d’arte ambientale più importanti d'Italia.
Niki de Saint Phalle ha lavorato alla realizzazione del giardino dal 1980 al 1996, mentre l'apertura al pubblico è avvenuta nel 1997.
Per il suo particolare aspetto, la sua delicatezza, e con lo scopo di preservare l’atmosfera magica che si respira nel giardino, le visite sono possibili solo in alcuni periodi dell’anno (di solito da Aprile ad Ottobre), limitate in fasce orarie predeterminate, per un numero ristretto di visitarori. per desiderio dell’artista inoltre, al fine di salvaguardare la libertà di movimento dei visitatori, non sono previste ne visite guidate ne un itinerario precostituito.
Il Giardino dei Tarocchi è attualmente gestito dalla fondazione il Giardino dei Tarocchi, una fondazione privata che attraverso gli introiti fa fronte alle costanti cure di manutenzione di cui questo parco necessita

feichtinger architectes, Parigi 2006





mercoledì 8 giugno 2011

Robert e Shana ParkeHarrison

Due grandi fotografi americani che mescolano realtà e surreale.
Due grandi artisti che trattano importanti tematiche ambientali come lo sfruttamento della natura da parte dell'uomo.
Lotta umana all'interno di paesaggi segnati dalla tecnologia e dallo sfruttamento eccessivo.

La serie "Architect's Brother", racconta del personaggio-metafora Everyman che, in paesaggi disperati e angoscianti, tenta di ricreare il rapporto tra se stesso e la natura, ormai totalmente perso.






Guarda e progetta.

martedì 7 giugno 2011

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Cendon di Silea, Made Associati, 2005

L’area progetto è costituita dal centro originario di Cendon, posto lungo le rive del fiume Sile e raggiungibile dalla via principale (strada provinciale sinistra Sile) tramite un “circuito” viario di penetrazione e in parte tangente al corso d’acqua.Si tratta di un luogo di notevole pregio ambientale che tuttavia si presentava sfrangiato, frammentato, soprattutto a causa di una scarsa attenzione per gli elementi minori del paesaggio (materiali, recinzioni, giardini privati).Il centro abitato si è sviluppato partendo dal fiume, sviluppandosi in un rapporto di dipendenza. L’asse fluviale rappresentava la via di comunicazione, di trasporto merci, fonte di energia per il funzionamento dei muliniE’ al fiume che l’abitato si rivolgeva con segnali e simboli ben riconoscibili (il campanile era il riferimento visivo per i “naviganti”). L’area si inserisce anche in un contesto rurale in cui sono altrettanto distinguibili alcuni segni del paesaggio “agricolo” (le alberature, le siepi, i fossati, i campi) parzialmente alterati e contaminati dal sistema della monocultura. Pertanto il nucleo urbano, pur essendosi mantenuta inalterata la composizione fondativa del luogo, presentava una struttura discontinua che si pone come interfaccia tra l’asse viario carrabile principale tangente la nuova Cendon, e il fiume Sile.

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